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Cartella sanitaria lavoratore: il contenuto e chi deve tenerla

Cartella sanitaria lavoratore: il contenuto e chi deve tenerla

La cartella sanitaria del lavoratore è un documento il cui contenuto è normato per legge, così come chi deve tenerla e chi vi può accedere.

Il D.Lgs 81/08 prevede che per ogni lavoratore soggetto a sorveglianza sanitaria venga redatta una cartella sanitaria da parte del medico competente. Il suo contenuto è definito per legge e riguarda le informazioni anagrafiche e sanitarie del lavoratore. La norma richiede inoltre chi deve tenere la cartella sanitaria e chi vi può accedere.

Il contenuto della cartella sanitaria del lavoratore

Il contenuto minimo della cartella sanitaria del lavoratore è definito con precisione dalla legge, nello specifico dall’Allegato 3A del D.Lgs 81/08. Questa deve quindi contenere:

  • Anagrafica del lavoratore: cognome e nome, sesso, luogo di nascita, data di nascita, domicilio, nazionalità e codice fiscale
  • Dati relativi all’azienda: ragione sociale o codice conto (nel caso di natanti), unità produttiva sede di lavoro / numero certificato unità navale, indirizzo unità produttiva, attività svolta
  • Visita preventiva
  • Reparto e mansione specifica di destinazione
  • Fattori di rischio
  • Anamnesi lavorativa
  • Anamnesi familiare
  • Anamnesi fisiologica
  • Anamnesi patologica remota
  • Anamnesi patologica prossima
  • Programma di sorveglianza sanitaria (protocollo sanitario)
  • Esame obiettivo (con particolare riferimento agli organi bersaglio)
  • Accertamenti integrativi
  • Eventuali provvedimenti del medico competente
  • Giudizio di idoneità alla mansione specifica
  • Scadenza visita medica successiva
  • Data firma del medico competente
  • Visite successive
  • Reparto e mansione specifica
  • Fattori di rischio (se diversi o variati rispetto ai precedenti controlli)
  • Raccordo anamnestico
  • Variazioni del programma di sorveglianza sanitaria
  • Esame obiettivo (con particolare riferimento agli organi bersaglio)
  • Accertamenti integrativi
  • Eventuali provvedimenti del medico competente
  • Giudizio di idoneità alla mansione specifica
  • Scadenza visita medica successiva
  • Data firma del medico competente

Il medico competente dovrà, inoltre, segnalare gli accertamenti effettuati indicandone in modo sintetico i risultati e allegando alla cartella i referti.

Chi deve tenere la cartella sanitaria del lavoratore

Il luogo di custodia della cartella sanitaria è definito al momento della nomina del medico competente. La cartella in formato cartaceo può essere quindi tenuta in azienda con la clausola di salvaguardare il segreto professionale, quindi in buste sigillate dal medico e in un archivio dedicato a cui solo quest’ultimo abbia accesso. In alternativa, è possibile conservare le cartelle dei lavoratori direttamente nello studio medico.

Nella caso si voglia optare per una cartella sanitaria del lavoratore informatizzata, questa dovrà essere gestita da un programma, del medico competente o del datore di lavoro, che garantisca il segreto professionale in accordo con quanto stabilito dall’Articolo 53 del D.Lgs 81/08.

Chi può accedere alla cartella sanitaria del lavoratore

Per quanto questo documento appartenga per legge al datore di lavoro, le uniche due figure che possono accedere alla cartella sanitaria del lavoratore sono il medico competente e il lavoratore stesso. Quindi, anche nel caso la cartella venga tenuta in azienda il datore di lavoro deve limitarsi a conservarla, senza poterla mai consultare.

Al termine del rapporto di lavoro del lavoratore il medico competente deve consegnare una copia della cartella sanitaria al lavoratore e l’originale al datore di lavoro che ne è proprietario. Questi dovrà conservarla fino a dopo 10 anni dalla conclusione del rapporto.

LM Staff

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