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Come si valuta il rischio biologico

Come si valuta il rischio biologico

Come si valuta il rischio biologico nei luoghi di lavoro? Quali sono gli aspetti da tenere in considerazione? Segue una semplice guida per saperne di più.

Sapere come si valuta il rischio biologico offre al datore di lavoro la possibilità di una maggiore e migliore presa di coscienza relativa ai possibili rischi a quali sono esposti i lavoratori nei luoghi di lavoro. Il rischio biologico spesso non viene percepito e gestito con l’attenzione che meriterebbe, per questo è utile sapere cosa si deve considerare in fase di valutazione.

Valutazione del rischio biologico

La normativa inerente la valutazione del rischio biologico è il Titolo X del D.Lgs 81/2008 che stabilisce alcuni obblighi in carico al datore di lavoro. Tra questi:

  • La valutazione del rischio;
  • La messa in campo di misure tecniche, organizzative e procedurali adeguate;
  • L’adozione di misure igieniche e di emergenza adatte;
  • L’informazione e la formazione dei lavoratori;
  • La sorveglianza sanitaria;
  • L’istituzione dei registri degli esposti, degli eventi accidentali, dei casi di malattia e dei decessi.

Il primo aspetto da considerare per capire come si valuta il rischio biologico è la complessità della materia. Lo scopo è quello di valutare la probabilità per la quale si verifichino eventi accidentali in particolari e definite circostanze di utilizzo di agenti biologici pericolosi.

La conoscenza del potenziale patogeno è il primo passo per una corretta valutazione del rischio biologico. Le caratteristiche di quest’ultimo da conoscere sono:

  • La sua classificazione;
  • Le patologie che può comportare;
  • I potenziali effetti allergici e/o tossici che può causare;
  • I potenziali effetti sinergici in caso di co-infezione.

Oltre a sapere come si valuta il rischio biologico è bene aggiungere che tale valutazione si conclude con l’inserimento di quanto riscontrato all’interno del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) aziendale, specificando:

  • I criteri adottati;
  • Le misure di prevenzione e protezione e i DPI e DPC utilizzati;
  • Il programma delle misure per il miglioramento del livello di tutela;
  • Individuazione delle procedure inerenti le misure da realizzare;
  • I ruoli responsabili nell’organigramma aziendale.

La valutazione del rischio biologico va poi aggiornata con ogni cambio delle caratteristiche della produzione o con l’evoluzione tecnica messa in atto.

Il D.Lgs 81/2008 tratta nel dettaglio le misure di prevenzione da mettere in atto:

  • Articolo 272 – Misure tecniche, organizzative, procedurali;
  • Articolo 273 – Misure igieniche;
  • Articolo 274 – Misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie;
  • Articolo 275 – Misure specifiche per i laboratori e gli stabulari;
  • Articolo 276 – Misure specifiche per i processi industriali;
  • Articolo 277 – Misure di emergenza.

Conoscere come si valuta il rischio biologico è centrale per comprenderne al meglio la natura e poter così svolgere la propria attività con sicurezza e consapevolezza.

 

 

LM Staff

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