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Come valutare il rischio chimico in azienda

Come valutare il rischio chimico in azienda

Il rischio chimico in azienda è regolato in Italia dall’articolo 223 del D.Lgs. 81/2008, norma che oggi va integrata con i regolamenti europei REACH e CLP.

La valutazione del rischio chimico in azienda si muove oggi su due livelli: uno nazionale ed uno europeo. Il primo, facente riferimento al Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, va integrato ai regolamenti europei REACH e CLP, con in comune scopo di tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

La valutazione del rischio chimico

La valutazione del rischio chimico fa parte delle verifiche che per legge il datore di lavoro è tenuto a svolgere, in maniera preliminare, al fine di individuare l’eventuale presenza di agenti chimici pericolosi e i relativi rischi per la salute dei lavoratori ad essi connessi. Tra gli aspetti da considerare, nel dettaglio vi sono:

  • le proprietà pericolose;
  • le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal responsabile dell’immissione sul mercato tramite la relativa scheda di sicurezza;
  • la natura dell’esposizione;
  • le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti tenuto conto della quantità delle sostanze e dei preparati che li contengono o li possono generare;
  • i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici;
  • gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da adottare;
  • se disponibili, le conclusioni tratte da eventuali azioni di sorveglianza sanitaria effettualte.

Tra gli obblighi del datore di lavoro ,dopo la valutazione del rischio chimico in azienda, stabiliti dall’articolo 227 del Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, inoltre, quello di informare i lavoratori rispetto agli agenti chimici presenti e alla loro pericolosità per la salute, così come è obbligato ad assicurare l’accesso ad ogni scheda di sicurezza. Senza dimenticare inoltre l’obbligatorietà della fornitura dei dispositivi di protezione idonei.

Integrazioni con le normative europee REACH e CLP

L’integrazione della normativa italiana definita nel D.Lgs 81/2008 si integra oggi con i regolamenti europei REACH e CLP. Lo scopo di quest’ultimi, parallelamente alle leggi nazionali, è quello di garantire una comunicazione proficua ai fini della sicurezza lungo tutta la filiera produttiva degli agenti chimici, evidenziando le caratteristiche e i rischi legati a quest’ultimi, tra gli attori interessati infatti produttori, importatori, utilizzatori a valle e distributori.

Le informazioni raccolte dalle valutazioni viene poi resa disponibile attraverso le Schede di Dati di Sicurezza, in modo da poter aggiornare continuamente la Valutazione del Rischio, ai sensi della normativa nazionale.

LM Staff

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