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Divieto di fumo nei luoghi di lavoro tra salute e sicurezza

Divieto di fumo nei luoghi di lavoro tra salute e sicurezza

Il divieto di fumo nei luoghi di lavoro riguarda la maggior parte dei locali delle aziende per ragioni sia di salute che di sicurezza.

In accordo con l’Art.51 della Legge 3/2003 fumare nei luoghi chiusi salvo siano privati – non aperti a utenti e pubblico – o designati come aree fumatori e propriamente indicate. Il divieto di fumo nei luoghi di lavoro di conseguenza è praticato come estensione ma, in tema di salute e sicurezza, la questione merita un approfondimento a parte. Il fumo nei luoghi di lavoro costituisce, infatti, sia una criticità a livello di salute per i lavoratori, fumatori e non, che di sicurezza, in particolare antincendio.

Fumare al lavoro e i rischi per la salute

Come anticipato il divieto di fumo nei locali chiusi è sancito dall’Art 51 della Legge 3/2003, la quale impone anche al datore di lavoro l’apposizione dell’apposita cartellonistica di divieto e la messa in pratica di adeguata vigilanza, con la nomina di un referente, al fine di farlo rispettare.

Il fumo, inalato attivamente o passivamente, costituisce di per sé un fattore di rischio, a causa delle componenti cancerogene e mutagene in esso contenute. Senza contare, poi, che può andare ad acuire una situazione di rischio già presente causata dall’esposizione ad altre sostanze pericolose inalabili. Pertanto, il datore di lavoro, coordinatamente con il Medico Competente e il RSPP, deve debitamente informare sui rischi inerenti il fumo, anche passivo, i lavoratori, limitandone l’esposizione.

Nei casi particolari in cui il divieto di fumo nei luoghi di lavoro non bastasse a proteggere i lavoratori dall’esposizione, il datore di lavoro deve valutare il rischio ad essa connesso, inserirlo nel DVR e mettere in pratica delle azioni per ridurlo, magari adottando un Dispositivo di Protezione Collettiva (DPC) come un adeguato impianto di aspirazione.

Fumo nei luoghi di lavoro e sicurezza antincendio

Oltre a costituire un serio rischio per la salute del fumatore e di coloro esposti al fumo passivo, fumare può accrescere anche la probabilità di incendi nei luoghi di lavoro. Sia una fiamma libera che una sigaretta accesa possono costituire l’innesco sufficiente per una sostanza infiammabile solida e liquida. Lo stesso si applica nel caos di sostanza volatili e atmosfere esplosive.

Per limitare tali rischi il datore di lavoro deve individuare e segnalare con puntualità tali aree e, oltre al divieto di fumo, imporre il divieto di utilizzo di fiamme libere e di tutti quegli agenti potenzialmente responsabili di un innesco. Allo stesso modo ha la responsabilità di assicurarsi del corretto impiego e manutenzione di luoghi, attrezzature e dispositivi di allarme.

Il datore di lavoro ha facoltà, ma non obbligo, di mettere in atto campagne di sensibilizzazione ai pericoli connessi al fumo così come di prevedere – o meno – un’area dedicata ai fumatori che non esponga i non fumatori al fumo passivo e che non vada a costituire un fattore di rischio ulteriore per gli incendi.

LM Staff

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