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Formazione per la sicurezza fuori dall’orario di lavoro

Formazione per la sicurezza fuori dall’orario di lavoro

Si può fare la formazione per la sicurezza fuori dall’orario di lavoro? Un quesito che interessa sia i lavoratori che i datori di lavoro.

La formazione per la sicurezza è un obbligo che riguarda sia i lavoratori che i datori di lavoro: i primi sono tenuti a sottoporvisi, mentre i secondo hanno l’onere di assicurarsi che tutti i lavoratori ricevano una formazione adeguata alla mansione ricoperta. Resta il quesito principale la formazione per la sicurezza può avvenire al di fuori dell’orario di lavoro?

Quando va effettuata la formazione per la sicurezza

La formazione per la sicurezza va effettuato durante l’orario di lavoro e non può prevedere oneri economici per i lavoratori. A chiarirlo con precisione vi è il comma 12 dell’articolo 37 del D.Lgs 81/2008.

Il datore di lavoro, per legge ha l’obbligo di formare e informare i dipendenti sui temi della prevenzione e della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in relazione alla mansione da questi svolta. La formazione generale e specifica per la sicurezza viene somministrata o nel all’inizio di un rapporto di lavoro e/o dopo un cambio di mansione.

La formazione per la sicurezza fuori orario di lavoro va retribuita?

Ribadendo che, come appena chiarito, la normativa si esprime con chiarezza a riguardo si presentano e si sono presentati casi in cui la formazione per la sicurezza venisse comunque somministrata fuori orario di lavoro. In tal senso, la sentenza 84/2019 del 20 febbraio 2019 del Tribunale di Terni ha chiarito che il datore di lavoro è tenuto a pagare al lavoratore il compenso previsto per le ore di lavoro straordinarie impiegate per la formazione.

Il lavoratore può rifiutare la formazione?

La partecipazione ai percorsi di formazione per la sicurezza è un obbligo del lavoratore definito con chiarezza dal comma 2 lettera h dell’articolo 20 del D.Lgs 81/2008. Pertanto la normativa, nell’articolo 59 lettera a prevede l’arresto fino a un mese o sanzioni da 245,70 a 737,10 euro per il mancato rispetto dell’obbligo sopra sancito. Il datore di lavoro ha altresì facoltà di disporre delle sanzioni disciplinari o procedere con il licenziamento per giusta causa.

LM Staff

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