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Volontariato e sicurezza sul lavoro nelle associazioni

Volontariato e sicurezza sul lavoro nelle associazioni

Il volontariato, trattando di sicurezza sul lavoro, può essere inquadrato in modi differenti, con diversi oneri per le associazioni.

Il primo passo per chiarire come il volontariato venga inteso dalla legge in tema di sicurezza sul lavoro è necessario determinare se i volontari possano essere effettivamente intesi come lavoratori. Poi è necessario esaminare l’inquadramento delle diverse tipologie di associazione e i rispettivi oneri di sicurezza nei confronti dei volontari.

Il volontario è un lavoratore?

Tecnicamente sì, se si guarda alla legge. La definizione di “lavoratore” è data dall’Art.2 del D.Lgs 81/08 come: “persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari”.

Gli obblighi per associazioni e organizzazioni con volontari

Le associazioni aventi dei dipendenti in organico per la sicurezza sul lavoro vengono intese alla stregua di vere e proprie aziende, con i doveri del caso che oltre che ai dipendenti si estendono ai volontari. Per le altre casistiche è invece necessario approfondire i vari punti.

Valutazione dei rischi

La valutazione dei rischi è da effettuare anche per le associazioni di volontariato, anche se non viene richiesto loro (salvo per quelle intese come aziende) di redigere un Documento di Valutazione dei Rischi – DVR. Pertanto, l’associazione deve analizzare gli eventuali rischi a cui potrebbero essere esposti i volontari e, in base a questi, definire le necessità di formazione, di utilizzo di DPI e di sorveglianza sanitaria.

Formazione, informazione e addestramento

Il D.Lgs 81/08, quando si tratta di formazione, informazione e addestramento, equipara i volontari a dei lavoratori autonomi. Ciò garantisce loro la facoltà di  “partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo le previsioni di cui all’articolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali”, non comportando obblighi specifici per le associazioni.

Va però specificato che questo può non valere in alcuni casi: per esempio se vi sono leggi specifiche relative alla formazione di alcune categorie di volontari. Oppure, se la specifica associazione ha stretto accordi o convenzioni con strutture pubbliche, in base ai quali è richiesto di sottoporre i volontari a una particolare formazione. Infine, nei casi in cui dalla valutazione dei rischi emerga la necessità di formazione per alcuni volontari perché particolarmente esposti o perché lo preveda esplicitamente la legge (es. utilizzo di dispositivi anticaduta).

DPI – Dispositivi di protezione individuale

La necessità di garantire la sicurezza sul lavoro nel volontariato richiede spesso l’utilizzo di dispositivi di protezione. Come per le aziende i dispositivi di protezione collettiva – DPC vanno preferiti ai DPI. Questo significa che, in primo luogo ai volontari, deve essere garantito di operare in ambienti sicuri e agibili, e solo quando non è possibile proteggerli in altro modo è necessario ricorrere all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale che devono essere forniti, sulla base della valutazione dei rischi, dall’associazione ai volontari, insieme agli eventuali formazione, informazione e addestramento richiesti.

Sorveglianza sanitaria

Anche in tema di sorveglianza sanitaria è necessario distinguere dalle “associazione-azienda” con dipendenti, per le quali la sorveglianza sanitaria è effettuata attraverso la figura del medico competente; e le associazioni senza dipendenti. Per quest’ultime la sorveglianza sanitaria deve essere effettuata in base a quanto emerso dalla valutazione dei rischi. Se i volontari sono esposti a fattori di rischio superiori alle soglie definite per legge, sarà necessario per l’associazione provvedere a farli sottoporre ad un’adeguata sorveglianza sanitaria, avvalendosi di un centro per la medicina del lavoro o di un medico competente.

LM Staff

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